L’Italia si prepara a vivere nuove riaperture dopo mesi di restrizioni e sacrifici per contrastare l’emergenza Covid. Ma durerà? Secondo due tra le personalità più autorevoli ad avere voce in capitolo, la risposta a questa domanda è “sì“. Secondo Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, dopo aver riaperto non si richiuderà più. E Gianni Rezza, capo Prevenzione ministero Salute e membro del Cts, aggiunge che a questo punto il sistema è in grado di intervenire con grande anticipo.
Sono due le interviste con cui i due esperti hanno affrontato la fatidica questione. Sileri ne ha parlato con ‘La Stampa’, assicurando che le restrizioni in contrasto al Covid non torneranno più severe come sono state anche in questi ultimi mesi. “Le riaperture sono irreversibili – ha assicurato –. Non dovremo più temere di dover chiudere. La campagna vaccinale avanza e guardiamo con ottimismo ai risultati ottenuti dai Paesi più avanti di noi, come Inghilterra e Israele“.
Le nuove misure di contrasto al Covid, dev’essere chiaro, non sono state comunque prese affatto con leggerezza. Il rischio delle riaperture “è stato calcolato con buonsenso scientifico“. Lo ha chiarito ancora una volta Sileri, ricordando quanto affermato dal presidente del Consiglio Draghi e dal ministro Speranza in conferenza stampa. “La programmazione è basata sull’andamento dei numeri. Inghilterra e Israele si sono mosse con le nostre stesse tempistiche, Perché non dovremmo vedere gli stessi risultati che loro hanno oggi?“.
Nel frattempo, a ‘Repubblica’, arrivano parole simili da Gianni Rezza. “Riaprire è un rischio, ma siamo pronti a intervenire. Le prossime due o tre settimane saranno decisive“, ha dichiarato il capo Prevenzione ministero Salute. Che sul tema del contrasto al Covid è voluto essere il più chiaro possibile: “Il rischio accettabile per un epidemiologo è zero. Per un economista può essere 100, e per chi ha dovuto chiudere un’attività è ancora più elevato. È legittimo che la politica trovi una sintesi“.
Ma intanto anche la ricerca va avanti. Presto infatti anche i test salivari potrebbero essere efficaci come il tampone per verificare un eventuale contagio. E il fatidico coprifuoco potrebbe saltare per tutti, in presenza di tre condizioni: la vaccinazione, un tampone nelle precedenti 48 ore, avere avuto il Covid nei sei mesi precedenti. “Un rischio riaperture c’è. Nel momento in cui si allenta, è normale che l’epidemia possa ripartire. Ma abbiamo un sistema di allerta precoce per intervenire subito“, ha però garantito Rezza.
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