Covid, l’indice Rt scende a 1.20. Salgono l’incidenza e i ricoveri

Lo indicano i risultati del monitoraggio settimanale condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute

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Il coronavirus Sars-CoV-2 (Pixabay)
newsby Alessandro Bolzani3 Dicembre 2021


In tutta Italia cresce l’incidenza settimanale dei contagi di Covid-19, arrivando a 155 per 100mila abitanti nel periodo compreso tra il 26 novembre e il 2 dicembre. La settimana precedente era di 125 per 100mila abitanti. Tra il 10 e il 23 novembre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è sceso da 1,23 a 1,20 (range 1,12 – 1,28). Nonostante la diminuzione, il dato resta comunque superiore alla soglia epidemica. Lo indicano i risultati del monitoraggio settimanale condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute.

Covid, sale il tasso di occupazione delle terapie intensive

Cresce al 9,1% il tasso di occupazione nelle aree mediche a livello nazionale. La settimana precedente il dato era all’8,1% (rilevazione giornaliera del ministero della Salute del 25 novembre). Il tasso di occupazione delle terapie intensive è salito al 7,3% (come indicato dalla rilevazione giornaliera del Ministero della Salute del 2 dicembre) contro il 6,2% della settimana precedente.

Aumentano i casi non associati a catene di trasmissione

Si è verificato anche un forte aumento dei nuovi casi non associati a catene di trasmissione (30.966 vs 23.971 della settimana precedente). La percentuale di casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggera diminuzione (33% rispetto al 34% della scorsa settimana). Rimane stabile al 45% la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi. Aumenta, invece, quella dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (22% rispetto al 21%).

Venti Regioni a rischio moderato, una a rischio basso

I dati registrati nel corso dell’ultima settimana indicano che una sola Regione risulta classificata a rischio basso. “Venti Regioni/Provincie Autonome risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, due Regioni sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto secondo il DM del 20 aprile 2020”. Inoltre, 13 Regioni riportano un’allerta di resilienza, ma nessuna ne segnala un numero maggiore.


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