Covid, boom di terze dosi. Aumenta la pressione sugli ospedali

Nonostante il boom delle terze dosi, la circolazione del virus non accenna a rallentare. In base ai numeri forniti dal ministero della Salute, nelle ultime 24 ore sono risultate positive al Covid 16.632 persone (in leggero calo rispetto alle 17.030 di venerdì)

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Foto Unsplash by Towfiqu barbhuiya
newsby Alessandro Bolzani5 Dicembre 2021


Negli ultimi giorni la campagna vaccinale ha fatto dei grandi passi avanti, grazie soprattutto alle terze dosi. Solo nella giornata di venerdì, ben 423.611 persone, hanno ricevuto il richiamo contro il coronavirus Sars-CoV-2. Complessivamente, la dose booster è stata inoculata a quasi otto milioni di cittadini. Le somministrazioni complessive sono state 486.599 e hanno portato il totale a quota 97.959.273. Volano anche le richieste di Green Pass: sono state 1.240.703 solo lo scorso venerdì.

Covid, sale la pressione sugli ospedali

Nonostante questi dati positivi, la circolazione del virus non accenna a rallentare. In base ai numeri forniti dal ministero della Salute, nelle ultime 24 ore sono risultate positive al Covid 16.632 persone (in leggero calo rispetto alle 17.030 di venerdì). Nella giornata di ieri, sabato 4 dicembre, hanno perso la vita per l’infezione 75 persone. Attualmente, in Italia ci sono 223.718 individui positivi al coronavirus. Dall’inizio della pandemia i casi totali sono stati 5.094.072 e i decessi 134.152. I dimessi e i guariti, invece, sono stati 4.736.202, con un incremento di 8.988 rispetto a venerdì. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 646.592 tamponi molecolari e antigenici e il tasso di positività è sceso al 2,6%. È aumentata, invece, la pressione sugli ospedali, con 732 pazienti in terapia intensiva (24 in più rispetto a venerdì) e 5.428 ricoverati nei reparti ordinari (43 in più rispetto a venerdì).

Palù: “Possibile vaccino per fascia 0-5 nel 2022”

Secondo Giorgio Palù, presidente dell’Aifa e membro del Cts, è verosimile che nel primo trimestre del 2022 possa arrivare la vaccinazione per i bambini da 0 a 5 anni. “Le due aziende principali, Pfizer e Moderna, stanno facendo la sperimentazione nei più piccini, credo sarà questione di qualche mese. È verosimile avere i primi dati entro Pasqua, forse l’agenzia statunitense Fda potrebbe esprimersi, ma non sono un divinatore“, ha spiegato in un’intervista.


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