2012-2022, retrospettiva di un disastro: il naufragio della Costa Concordia

Dieci anni fa, uno dei disastri navali più gravi della storia italiana: il naufragio della Costa Concordia. Il bilancio fu di 32 vittime: cosa fanno ora i protagonisti di quella vicenda?

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(Wikimedia Commons)
newsby Alessandro Boldrini13 Gennaio 2022


È una gelida sera invernale, quella del 13 gennaio 2012. Sono passate da pochi secondi le 21.45. A bordo della Costa Concordia, ex ammiraglia della flotta della compagnia di navigazione Costa Crociere, ci sono 4.229 persone. Di queste, 1.013 sono membri dell’equipaggio; mentre 3.216 sono passeggeri. Ci sono coppie che festeggiano l’anniversario di nozze o la luna di miele. E c’è chi festeggia il compleanno o chi ha ricevuto il viaggio in regalo da genitori, nonni, figli o nipoti.

Costa Concordia, dieci anni dopo: cosa rimane di quel naufragio
(Wikimedia Commons)

L’inchino all’Isola del Giglio

La nave è diretta verso Savona per l’ultima tappa della crociera ‘Profumo d’agrumi’ nel Mar Mediterraneo. È salpata alle 18.57 dal porto di Civitavecchia. Ma la Costa Concordia in Liguria non arriverà mai. La sua “corsa” s’interrompe alle dieci meno un quarto di quel 13 gennaio all’altezza di Punta Gabbianara a Giglio Porto, sull’Isola del Giglio, atollo dell’Arcipelago toscano in provincia di Grosseto. In quegli istanti lo scafo impatta contro un gruppo di scogli, le Scole.

La collisione provoca l’apertura di una falla, lunga una settantina di metri e alta più di sette, sul lato sinistro della carena. La nave sta iniziando a imbarcare acqua. Fermiamoci un secondo e riavvolgiamo il nastro. Quella sera, in quel punto, la Costa Concordia non dovrebbe esserci. Perché quel tragitto non è previsto nell’itinerario che le imbarcazioni della compagnia compiono solitamente nella tratta Civitavecchia-Savona. Per la nave, alle 21.04, c’è un cambio di programma.

Il naufragio della Costa Concordia

Nel punto di latitudine 42°18’.9258 Nord e longitudine 011°09’.6008 Est la nave cambia rotta. Con una velocità di 15,5 nodi l’ex ammiraglia della flotta di Costa Crociere si avvicina all’Isola del Giglio per una manovra di passaggio ravvicinato. In gergo è detto “inchino”: un saluto agli abitanti dell’isola celebrato con dei fischi di sirena. Alle 21.39, cinque minuti dopo essere salito in plancia, assume la conduzione della navigazione il comandante Francesco Schettino, in Costa da dieci anni esatti.

Fra le 21.39 e le 21.45 si susseguono una serie di ordini al timoniere Jacob Rusli Bin. La nave si avvicina sempre di più alle coste dell’isola toscana. Fino a quando, in posizione 42°21’.4100 Nord e 010°55’.8510’ Est, alla velocità di 14,2 nodi, lo scafo urta il più piccolo degli scogli delle Scole. L’impatto avviene in uno dei punti in cui il fondale è più basso, con una profondità di circa otto metri. La collisione, ricostruirà la Guardia Costiera, porta la Costa Concordia a rallentare bruscamente.

A quel punto scatta il blackout. La plancia di comando è illuminata solo dalle spie rosse delle avarie in corso. L’acqua imbarcata mette subito fuori uso i motori elettrici principali e i generatori a gasolio. La nave è ormai totalmente priva di propulsione. Nel giro di pochi minuti si allagano completamente i compartimenti dal quarto al settimo, fino all’altezza del ponte 0, e parte dell’ottavo. La nave, però, è progettata per mantenere la galleggiabilità con due compartimenti allagati contigui.

Costa Concordia, dieci anni dopo: cosa rimane di quel naufragio
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Le vittime del disastro: i nomi e le storie

Troppo poco per evitare il disastro. Un disastro che costa la vita a 32 persone, fra passeggeri e membri dell’equipaggio di bordo. Freddi numeri che nascondono nomi e storie, che meritano di essere ricordati.

I passeggeri deceduti nel naufragio della Costa Concordia:

  • Dayana Arlotti, sei anni;
  • Williams Arlotti, 37;
  • Elisabeth Bauer, 79;
  • Michael Blemand, 25;
  • Maria D’Introno, 30;
  • Horst Galle, 38;
  • Christina Mathilde Ganz, 66;
  • Norbert Josef Ganz, 72;
  • Jeanne Yvonne Gregoire, 70;
  • Pierre André Émile Gregoire, 69;
  • Gabriele Maria Grube, 52;
  • Guillermo Gual Buades, 68;
  • Barbara Ann Heil, 70;
  • Gerald Frank Heil, 70;
  • Egon Martin Hoer, 74;
  • Mylene Lisiane Marie Théreèse Litzler, 23;
  • Giovanni Masia,86;
  • Jean Pierre Micheaud, 72;
  • Margarethe Neth, 62;
  • Inge Schall, 72;
  • Johanna Margrit Schroeter, 60;
  • Francis Servel, 71;
  • Siglinde Stumpf, 67;
  • Maria Grazia Trecarichi, 50;
  • Luisa Antonia Virzì, 49;
  • Brunhild Werp, 73;
  • Josef Werp, 68.

Membri dell’equipaggio:

  • Tomás Alberto Costilla Mendoza, inserviente, 49 anni;
  • Sándor Fehér, violinista, 30;
  • Giuseppe Girolamo, batterista, 30;
  • Russel Terence Rebello, cameriere di sala, 32;
  • Erika Fani Soria Molina, cameriera, 35.

 


Costa Concordia, una ferita ancora aperta

Solo il comportamento esemplare dell’equipaggio – ad eccezione, come vedremo, degli ufficiali – ha permesso di salvare la maggior parte degli oltre 3mila passeggeri a bordo. Motivo per cui, nel settembre 2012, i Lloyd’s di Londra hanno insignito il personale di bordo della nave del titolo di ‘Marittimi dell’anno’. La tragedia della Costa Concordia, comunque, ha aperto uno squarcio profondissimo nella storia della navigazione italiana e mondiale.

Perché quello dell’ex ammiraglia di Costa è ancora oggi il naufragio della nave passeggeri con il più grande tonnellaggio della storia. Le operazioni per la rotazione e la rimozione del relitto iniziano il 29 maggio 2012 e terminano il 23 luglio 2014. In quella data la nave, per metà corrosa dalla salsedine, lascia infatti definitivamente l’Isola del Giglio. Ciò che rimaneva dello scafo è stato demolito il 12 maggio 2015 nell’area ex Superbacino del porto di Genova.

Costa Concordia, dieci anni dopo: cosa rimane di quel naufragio
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I protagonisti oggi: il comandante Schettino

Nel frattempo, dopo il patteggiamento di cinque coimputati, il 20 luglio 2013 inizia a Grosseto il processo a carico del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. La fase dibattimentale si chiude nel gennaio 2015 con una richiesta di condanna della Procura di 26 anni di reclusione e dopo l’audizione di oltre un centinaio di testimoni. La sentenza di primo grado arriva l’11 febbraio 2015. Schettino è condannato a 16 anni di reclusione per omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, naufragio colposo e abbandono della nave.

Il 31 maggio 2016 la Corte d’Appello di Firenze conferma la condanna, che passa in giudicato il 12 maggio 2017 con la pronuncia della Corte di Cassazione. Dopo la sentenza definitiva, Schettino si costituisce presso il carcere romano di Rebibbia, dove è attualmente recluso. Le cronache lo descrivono come un detenuto modello che segue due corsi universitari in legge e giornalismo. A maggio, scontato un terzo della pena, potrà chiedere l’ammissione a misure alternative al carcere.


De Falco, dal “Salga a bordo” alla politica

Un altro protagonista di quella vicenda è il capitano di fregata Gregorio de Falco, all’epoca dei fatti comandante della Capitaneria di Porto di Livorno. De Falco assunse il comando delle operazioni di coordinamento dei soccorsi. Particolare scalpore fecero infine le registrazioni delle conversazioni telefoniche con il comandante della Costa Concordia.

Nelle telefonate con Schettino, de Falco gli intima in modo perentorio di risalire a bordo della nave che sta affondando. Ma non ottiene il successo sperato. Così, si lascia andare ad esternazioni destinate a fare il giro del mondo: “Schettino, lei si è salvato forse dal mare, ma io le faccio passare l’anima dei guai”. De Falco oggi è senatore della Repubblica nel Gruppo Misto, dopo aver militato nel Movimento 5 Stelle fino al 31 dicembre 2018.


Tag: Costa Concordia