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“I dirigenti scolastici sono molto preoccupati per la riapertura delle scuole. Viene demandata a loro la responsabilità di stabilire se i bambini possano o meno venire a scuola e mi è parsa una cosa poco opportuna. Dovrebbe essere il governo locale a prendere certe decisioni. Una cosa però è certa: la didattica a distanza nell’infanzia è veramente complicata. Nelle prime classi della primaria è un grosso rischio. Stiamo correndo il rischio che molti bambini si portino delle lacune avanti nel tempo. Molti genitori mi hanno chiesto di far rientrare i figli a scuola perché non sapevano più come fare. Noi abbiamo deciso di aprire per la prima classe e per l’infanzia“, ha spiegato Francesco De Rosa, presidente regionale campano dell’Associazione nazionale presidi.
“Noi rispetteremo i protocolli, coadiuvati dal medico e con la speranza che le Asl ci supportino. Il vero problema è stata la latitanza delle Asl che non erano assolutamente preparate. La didattica a distanza pone un problema molto serio: a farne le spese sono i ceti sociali meno abbienti. Non tutte le famiglie sono in grado di garantire dispositivi ai propri figli e l’intervento dello Stato è stato insufficiente. Ci sono alcune scuole dove si è vista una dispersione scolastica del 30% – 40%. C’è una responsabilità enorme da parte dello Stato che, alla fine, ha messo semplicemente una pezza: l’anno scorso tutti promossi“, ha concluso De Rosa.
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