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Dal lavoro di imprenditore in ufficio a quello di bracciante a Corcolle, alle porte di Roma. Questa la radicale scelta di Massimiliano Cassina, che dopo essere stato costretto a chiudere la sua azienda tessile ha trovato un nuovo lavoro. Di cui si dice assolutamente contento: “Ho scoperto l’odore della terra, che mi piace. E’ bello vedere la pianta che cresce. Veramente, ho capito che siamo nati così“.
L’ex imprenditore racconta quindi la sua storia personale: “Avevo una mia azienda, sono un imprenditore da tanti anni. Dopodiché, con l’avvento della mummificazione del sistema italiano che non permette di operare, me ne sono andato all’estero. Per motivi familiari sono rientrato in Italia, ma il sistema non ci permette di lavorare come vorremmo. Lavoriamo, incassiamo, ma non guadagniamo realmente. Quindi, al primo tentennamento, basta uno starnuto e le aziende crollano“.
La vita di Cassina, quindi, è cambiata radicalmente: “Ora sono nei campi a lavorare, sono stato bene accetto in questa azienda che è diventata un po’ la mia famiglia. Mi occupo di tessile, da quasi tutta la vita. Dalla costruzione, dalla stesa del tappeto, alla progettazione tessile fino alla realizzazione. Detto tra noi, con la mia uscita dall’Italia ero diventato più competitivo dei cinesi. Avendo in azienda tutti italiani, tra le altre cose. La crisi del Coronavirus è stata la mazzata, ma un’azienda che guadagna ha pressioni fiscali. Mi danno del pazzo, ma abbiamo aziende estremamente fragili“.
Le difficoltà, spiega l’ormai ex imprenditore, sono molteplici. E a volte poggiano anche sui luoghi comuni: “Non si trova lavoro. Per gli italiani ci sono le porte chiuse. Ci dicono che non abbiamo voglia di lavorare, ma non sono assolutamente d’accordo. Siamo molto responsabili, chi più e chi meno. Siamo un popolo molto particolare, per genetica e per ingegno, e tutto ci manca tranne che la voglia di lavorare. Ho messo qualche annuncio, mi sono dato da fare veramente. Ho contattato una marea di aziende, ma quando mi è arrivata la chiamata da qui, già dalla voce mi sono rassicurato. Mi sono detto che avevo trovato il mio posto. Perché basta poco per capire con chi si ha a che fare. Sono qui e mi trovo non bene, benissimo“.
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