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AstraZeneca, Di Perri: “Occorre chiarezza, ma resta vaccino valido”

I recenti sviluppi sul vaccino AstraZeneca hanno inevitabilmente generato grande allarme in tutta Europa e anche in Italia. Eppure assicurazioni sulla validità del prodotto arrivano da autorevoli addetti ai lavori. Come Giovanni Di Perri, virologo dell’Amedeo di Savoia di Torino.

Il caso AstraZeneca e il “debole dei vaccini”

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Sui decessi di persone cui era stato somministrato il vaccino AstraZeneca, Di Perri predica calma. In particolare per quanto riguarda il nesso tra la vaccinazione e il tragico destino dei pazienti interessati. “È difficile da valutare, sono pochi casi“, ha dichiarato il virologo. Che sul punto ha poi aggiunto: “Di vero c’è che lo hanno già usato milioni di persone, quindi si deve trattare di una nicchia. La cui natura, inoltre, va ben descritta“.

Il debole dei vaccini, nella percezione collettiva, è che sono dati alla massa. O alle grandi categorie, come i bambini o gli anziani. Poi capita che ci siano eventi interferenti che inizialmente possono far credere che la responsabilità sia del vaccino se accade qualcosa di spiacevole“, ha spiegato Di Perri. Che, nella sostanza, “assolve” AstraZeneca: “I vaccini di questa fase contro il Covid vengono da un’evoluzione straordinaria. Non sono allarmato, vorrei solo saperne di più. Occorre chiarezza, ma la validità del prodotto non è in discussione“.

Come rispondere alla nuova ondata Covid

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Oltre ai problemi di AstraZeneca, però c’è un altro grande tema in questi giorni: quello della zona rossa. E sull’argomento Di Perri parla chiaro: “Non è solo una questione di numeri, è il problema di tendenza all’aumento chiaro del virus. Non ci sono dubbi che i numeri sono e resteranno al di sopra di questa soglia per un po’. Le restrizioni forse sono l’unica soluzione. La natura dell’intervento è ineludibile“.

Come noto, la più grande preoccupazione sul Coronavirus è attualmente molto chiara. “Le nuove varianti più trasmissibili e patogene pongono un problema su quanto stiamo facendo. L’estremo è la Cina, che non ha avuto la seconda ondata. L’intermedio sono Israele, che ha vaccinato tutti, e l’Inghilterra che nonostante la variante ha avuto un crollo dei contagi. Questo ci dice che con una strategia combinata anche noi possiamo scendere presto“, è l’analisi del dottor Di Perri. E i nodi, al netto del caso AstraZeneca, non mancano.

Sara Iacomussi

Classe 1992, da ottobre 2018 è la corrispondente da Torino per importanti editori in veste di videogiornalista. Formata al Master in Giornalismo Giorgio Bocca, è professionista dal 2017

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